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Marco Rossi intervistato sul Giornale di Vicenza su Crediveneto

21/11/2017

BCC. Sotto accusa Bankitalia, ma bisognerà vedere cosa ne pensa l’Ue
Crediveneto, ora Bruxellessi occuperà della vicenda
“Accolta” la petizione degli ex soci che sospettano che sia stato sottovalutato il capitale dell’istituto
Emilio Garon

Il caso Crediveneto, la banca di credito cooperativo con sede in Montagnana messa in liquidazione coatta nel maggio 2016, arriva fino al Parlamento europeo. La petizione inviata da Terenzio Zanini a nome del comitato degli ex-soci è stata accolta dalla Giunta per le petizioni del Parlamento Europeo e ora, come si legge dalla risposta, saranno svolte «indagini preliminari sui vari aspetti del problema in base alle informazioni presentate». Il tema è collegato alla liquidazione coatta della banca, un provvedimento adottato improvvisamente dal ministro delle finanze Padoan su indicazione della Banca d’Italia, provvedimento che ha portato all’azzeramento del capitale sociale e delle quote dei soci. La denuncia del comitato soci riguarda in particolare una serie di presunte irregolarità procedurali da parte della Banca d’Italia che ha agito, sostengono gli ex soci, «in spregio dei diritti dei soci e dei cittadini», «non ha attivato alcun procedimento contradditorio e non ha effettuato
ritualmente le valutazioni del patrimonio con le modalità imposte dalla disciplina di settore». In pratica, è la contestazione, «quei 20 milioni di capitale sociale detenuti da 10 mila azionisti sono spariti: è uno dei presunti aspetti illegittimi della vicenda».
Il grave sospetto, secondo la denuncia del comitato ex-soci «è che Bankitalia, i suoi commissari e Banca Sviluppo (gruppo Iccrea) abbiano operato al fine di sottostimare il patrimonio della banca e le sue attività per poi svenderlo a Banca Sviluppo, nel più totale silenzio». «Il trattamento riservato a Crediveneto - sostiene Terenzio Zanini - è unico: in nessun altro caso la Banca d’Italia si è comportata in maniera così anomala. I soci sono stati ignorati, non ci è stato permesso di trovare e proporre
soluzioni alternative». E ne ha anche per la Federazione veneta Bcc: «Il comportamento del movimento cooperativo è il tradimento dei valori della cooperazione. Hanno senso le banche cooperative con questi comportamenti?». Ora la Commissione per le petizioni e quella per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, partiranno con le valutazioni. I tempi, secondo Zanini, non dovrebbero essere particolarmente lunghi. Quali prospettive si aprono con questo contenzioso? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Marco Rossi, esperto di diritto e contenzioso bancario. «Mi pare - dice il legale – che allo stato vi sia solo una notizia. Il comitato ha tutto il diritto di impugnare i provvedimenti che ritiene lesivi dei diritti dei soci. I rilievi sollevati dalla petizione sono molto gravi, però bisogna aspettare che un’autorità, italiana o europea, si esprima sulla loro fondatezza. Ogni commento sensato sarà da rinviarsi a quando si avrà un provvedimento in cui un giudice o una commissione avrà avuto modo di valutare attentamente tutte le contestazioni mosse a Bankitalia. Se accolte sarebbe una rivoluzione nel panorama italiano».